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Attività motoria adattata

N ella demenza oltre alla perdita cronica di funzioni cognitive, si assiste, specie nelle fasi più avanzate, ad un'alterazione e successiva perdita della funzione motoria. Il movimento quotidiano presenta progressivamente turbe dell'equilibrio, incertezza e rallentamento del cammino, difficoltà ad eseguire autonomamente passaggi posturali e sequenze motorie finalizzate.

È importante, dunque, che una persona con demenza, svolga un costante esercizio fisico sia che esso consista in una semplice passeggiata che nell'esecuzione di un'attività motoria programmata. Infatti, così come è risaputo che una vita fisicamente attiva riesce a ridurre il rischio di un rallentamento cognitivo, l'attività motoria costante può incidere positivamente sulla "storia naturale" della malattia, rallentandone il declino con una riduzione dei disturbi del comportamento.

Benefici
Dai risultati ottenuti da molti studi si è dimostrato che l'attività motoria costante è in grado di migliorare la circolazione cerebrale, aumentare la produzione di neurotrasmettitori e fattori neurotrofici importanti per la crescita e sopravvivenza neuronale, ridurre l'accumulo a livello cerebrale di radicali liberi e delle placche β-amiloidi. Considerando quanto detto sopra, si ritiene fondamentale associare, al trattamento non farmacologico della demenza e all' allenamento cognitivo, un intervento motorio quotidiano come avviene ogni giorno nei nostri incontri.

Caratteristiche
L'attività motoria proposta nel nostro progetto viene svolta in gruppo per la possibilità di coinvolgere anche la persona più disorientata attraverso l'imitazione comportamentale e le competenze relazionali. Il programma comprende sia esercizi essenzialmente fisici che agiscono specificamente su articolazioni, tono muscolare, equilibrio e coordinazione e sia esercizi che, accanto al movimento, stimolano le funzioni sensoriali visive, tattili e uditive e le capacità cognitive. Per potenziare la memoria a breve termine si stimolano le persone a svolgere nuovamente un movimento poco prima assegnato o a ricordare, ad esempio, i nomi dei partecipanti al gruppo, durante il lancio di una palla o, ancora, ad associare i movimenti a comandi particolari come i colori. Per favorire l'orientamento spaziale si richiamano continuamente direzioni diverse dei movimenti o chiedendo di prestare attenzione agli oggetti presenti nella stanza.
Inoltre, per la stimolazione visiva ci si può avvalere della differenza di forma, colore e consistenza degli attrezzi-oggetti impiegati, la cui manipolazione e il loro contatto con le varie parti del corpo proprio e di un altro partecipante (in una sorta di auto massaggio, facilmente operabile con una pallina), offre al contempo una stimolazione tattile.

La sollecitazione uditiva può essere indotta associando l'esercizio ad un suono come il battere delle mani, la vibrazione di un tamburello o ad una canzone oppure chiedendo di rimare fermi alla sospensione della musica e di muoversi nuovamente quando la musica riprende. Gli esercizi sono proposti con la massima flessibilità da parte dell'operatore per adattarli alle condizioni fisiche giornaliere dei partecipanti e al deficit di natura cognitiva, sensoriale e relazionale. Ovviamente, durante l'intervento, l'operatore deve accogliere tutto ciò che può emergere spontaneamente dalla memoria dei partecipanti come l'eseguire alcuni esercizi appresi in passato anche se non svolti con precisione. Infine, è giusto anche ricordare, che interventi motori più finalizzati al movimento in sè, come la ginnastica, sono spesso accolti a fatica dai pazienti affetti da demenza; la maggior parte di queste persone non ha svolto attività fisiche e sportive in passato, e non capisce chiaramente la ragione di dover fare movimenti strani che non hanno una finalità pratica.
Bisogna agire, perciò, abilmente, facendo leva sul carattere evocativo di certi movimenti a volte anche contestualizzandoli nel quotidiano o associandoli a gesti sportivi senza perdere mai il carattere giocoso!!

Finalità
Il programma di attività motoria adattata a persone con demenza ha lo scopo di contribuire ad incrementare la mobilità, la coordinazione generale e oculo-motoria, l'equilibrio, mantenere una contenuta tonificazione muscolare, ridurre e prevenire i rischi di cadute, l'istaurarsi di disturbi comportamentali (vagabondaggio, il difficile riposo notturno e gli episodi di agitazione incontrollabili talora anche dai farmaci) e la perdita precoce dell'autonomia e dell'immobilità. Infine, durante i nostri incontri invitiamo l'assistente familiare a ripetere una volta a casa qualche esercizio semplice oltre alla semplice e utile passeggiata.

Di seguito un facile schema di esercizi da poter far eseguire al proprio assistito affetto da demenza:
scarica esercizi pdf10 esercizi per il malato di demenza e per chi lo assiste
Le istruzioni vanno scandite lentamente, con chiarezza e con calma. Il malato e il parente siedono uno di fronte fanno insieme gli esercizi. Si consiglia di cominciare con 3-4 esercizi, ripetendoli 10 volte anche con un sottofondo musicale rilassante, per poi intensificare gradualmente il programma.
Ideato e scritto dal Dr. Hanna Jedrkiewicz. Disegni di Krystyna Lipka-Sztarballo.